BCE, nuovi rialzi possibili: inflazione e crescita decisive

Il Governatore della Banca centrale lettone, Martins Kazaks, ritiene probabile il passaggio a una politica restrittiva se l’economia continuerà a evolvere secondo lo scenario di base. La tenuta della crescita renderebbe più agevole aumentare i tassi oltre il 2,5%, una soglia che non considera vincolante.

Anche il Governatore dell’istituto centrale estone, Ulo Kaasik, vede rischi inflazionistici orientati al rialzo e ulteriori strette possibili qualora questi si concretizzassero. Pur rilevando che non sono ancora emersi effetti di secondo impatto, come aumenti salariali alimentati dal caro energia, Kaasik ritiene necessario prevenirli senza attendere che diventino evidenti.

Più prudente sul ritmo degli interventi il Vicepresidente della BCE Boris Vujcic, che considera opportuno mantenere il ritmo seguito finora, con rialzi nelle riunioni accompagnate dall’aggiornamento delle proiezioni economiche.

Vujcic ha sottolineato che le decisioni devono considerare un insieme ampio di dati, senza concentrarsi esclusivamente sui prezzi energetici. Ha inoltre avvertito che, se l’inflazione resterà elevata durante l’autunno, la pressione sui redditi delle famiglie e sui consumi potrebbe rallentare la crescita dell’area euro.

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