GameStop offre 56 miliardi di dollari per eBay
Poche ore dopo la chiusura dei mercati di venerdì, GameStop ha annunciato una mossa che ha colto di sorpresa Wall Street: un'offerta pubblica di acquisto su eBay Inc. da circa 56 miliardi di dollari, in parte cash e in parte azioni.
È la più clamorosa puntata fatta fin qui da Ryan Cohen, fondatore di Chewy.com e oggi presidente e amministratore delegato di GameStop, e arriva poco più di tre mesi dopo che Michael Burry, il gestore reso celebre da The Big Short, aveva pubblicamente comunicato di essere tornato a comprare titoli della catena di videogiochi. È, a tutti gli effetti, un tentativo di rovesciare le proporzioni: la società che fa l'offerta vale circa quattro volte meno della società che vorrebbe acquistare.
L'offerta in numeri
Il prezzo proposto da GameStop è di 125 dollari per azione, con un premio del 20% rispetto alla chiusura del venerdì precedente. La struttura è bilanciata: metà cash e metà azioni di nuova emissione GameStop. Per finanziare la parte in contanti (circa 28 miliardi di dollari, considerato che GameStop ha già accumulato un 5% del capitale di eBay e dispone di circa 9 miliardi di liquidità in cassa) la società ha presentato una "highly confident letter" iniziale e non vincolante di TD Bank, che si è detta disponibile a fornire circa 20 miliardi di dollari di finanziamento a debito. In un memorandum agli investitori diffuso domenica sera, Cohen ha promesso di estrarre circa 2 miliardi di dollari l'anno di sinergie e risparmi entro dodici mesi dal closing.
In pre-market a New York, eBay ha guadagnato fino al 13% prima di assestarsi attorno a 114 dollari, circa 10 dollari sotto il valore implicito dell'offerta: un segnale che gli investitori, pur prezzando una probabilità di accordo, vedono ostacoli concreti alla chiusura del deal. GameStop, dopo l'annuncio, è rimasta sostanzialmente invariata.
Perché Cohen vuole eBay
La logica industriale che giustifica l'offerta passa da un punto preciso: il commercio online dei prodotti da collezione e dell'usato. GameStop, una catena di negozi che vendeva videogiochi fisici, ha visto crollare quel mercato man mano che i giocatori hanno iniziato a comprare titoli direttamente nei negozi digitali delle piattaforme.
Cohen ha risposto chiudendo punti vendita e spostando il modello su carte da gioco, oggetti da collezione e giocattoli (categorie che resistono perché generano valore proprio in quanto oggetti fisici). EBay, intanto, da anni spinge sulle stesse categorie: pezzi rari, edizioni limitate, second-hand. Le due aziende, partite da estremi opposti del retail (l'una con migliaia di vetrine, l'altra come pioniera del mercato online), si sono ritrovate a competere sullo stesso terreno.
eBay, peraltro, è una società in fase di turnaround riuscito. Nei dodici mesi al 31 marzo, circa 136 milioni di acquirenti hanno fatto acquisti sul marketplace, per un volume di transato di circa 80 miliardi di dollari l'anno. Bernstein lo riconosce: il rilancio "sta procedendo bene", con il rischio principale concentrato proprio sulla volatilità della categoria dei prodotti da collezione. Per Cohen, la combinazione GameStop + eBay sarebbe la piattaforma per dominare quella nicchia.
La sproporzione fra le due società
| GameStop | eBay |
Capitalizzazione (al venerdì precedente) | ~ 12 miliardi USD | ~ 46 miliardi USD |
Cassa disponibile | ~ 9 miliardi USD | — |
Modello di business | Retailer videogiochi, prodotti da collezione, carte | Marketplace online: nuovo, usato, prodotti da collezione |
Volume annuo della clientela | Negozi fisici in contrazione | ~ 136 milioni di acquirenti, ~ 80 mld USD/anno |
Andamento titolo nel 2026 | In rialzo (anche oltre il 30% YTD) | Sotto-performance rispetto a GameStop |
Guida operativa | Ryan Cohen (Presidente e CEO) | Jamie Iannone (CEO) |
Si tratta di una proporzione invertita rispetto alle classiche acquisizioni: l'offerente vale meno del bersaglio. Bilanci alla mano, la liquidità di GameStop e i 20 miliardi di dollari di debito promessi da TD Bank coprono circa metà dell'esborso; l'altra metà richiede l'emissione di un volume importante di nuove azioni, con l'effetto di diluire pesantemente il capitale dell'acquirente. È questo il punto su cui si concentra lo scetticismo degli analisti.
Le obiezioni: probabilità di chiusura bassa
Bloomberg Intelligence ha scritto chiaramente, già venerdì: "Sebbene le società si sovrappongano nei prodotti da collezione e nel resale, vediamo bassa probabilità di un deal. Qualsiasi offerta credibile richiederebbe una diluizione sostanziale e introdurrebbe rischio di esecuzione significativo". Bernstein ha aggiunto che eventuali contraccolpi sulla categoria dei prodotti da collezione "potrebbero mettere ulteriormente sotto pressione la matematica dell'operazione".
eBay, dal canto suo, si muove con cautela: i suoi rappresentanti hanno declinato il commento e l'amministratore delegato Jamie Iannone, che doveva incontrare Bloomberg lunedì, ha annullato la riunione domenica sera, adducendo cambiamenti dei piani di viaggio. Cohen ha intanto avvertito al Wall Street Journal di essere pronto a una proxy fight: se il consiglio di eBay rifiuterà, porterà l'offerta direttamente agli azionisti.
Chi è Ryan Cohen e perché vuole scommettere su Ebay
Cohen è il fondatore della catena di e-commerce di prodotti per animali Chewy.com, ceduta a PetSmart nel 2017 per 3,35 miliardi di dollari. Nel 2020 ha rilevato una quota significativa di GameStop e si è poi insediato come presidente, diventando uno dei volti del fenomeno meme stock del 2021, quando il titolo divenne il simbolo della rivolta dei piccoli investitori contro gli short seller. Da allora la sua strategia è stata di tagliare i costi, ridurre la rete fisica e cercare un riposizionamento sui prodotti da collezione, accumulando una cassa significativa e mantenendo un capex molto basso.
Nel gennaio 2026 GameStop ha approvato per il proprio CEO un pacchetto di compensation che gli darebbe diritto a opzioni su oltre 171 milioni di azioni se la capitalizzazione raggiungesse i 100 miliardi di dollari - quasi nove volte il valore attuale della società. Cohen ha ora chiarito che, in caso di acquisizione, resterebbe alla guida dell'entità combinata e sarebbe pagato esclusivamente sulla base della performance del nuovo gruppo.
Il ritorno bullish di Michael Burry
Sullo sfondo c'è la riapparizione, nel gennaio 2026, di Michael Burry, fondatore di Scion Asset Management e protagonista del libro e del film The Big Short per la scommessa vincente contro i mutui subprime. Il 26 gennaio, in un post su Substack, Burry ha rivelato di essere tornato a comprare GameStop, dichiarando fiducia nella governance, nella strategia e in Cohen stesso. Burry era già stato investitore intorno al 2019, ma aveva venduto prima del rally esplosivo del 2021.
La sua tesi: GameStop ha un forte cash flow, sostanziali perdite operative nette che potranno schermare il reddito futuro, e capex minime; il downside è protetto dal valore tangibile degli asset. "Essere lunghi su GameStop è asimmetrico quanto può esserlo oggi tra le common stock USA. Sono disposto a tenere a lungo termine". Burry aveva esplicitamente speculato sulla possibilità che Cohen tentasse un'acquisizione come catalizzatore - anticipo che, a posteriori, si è rivelato fondato.
Il post di gennaio aveva già fatto guadagnare al titolo fino all'8,8% in una sola seduta, con i volumi di opzioni call ai massimi da giugno e la volatilità implicita a un mese al livello più alto da inizio dicembre. Le azioni GameStop avevano già guadagnato oltre il 20% da inizio anno, pur restando ben al di sotto del picco di cinque anni prima.
Il contesto: come si arriva a questo annuncio
L'offerta arriva in un momento finanziariamente delicato. I mercati statunitensi sono ai massimi storici (S&P 500 e Nasdaq 100 hanno chiuso il mese di aprile a nuovi record), trainati dalle trimestrali Big Tech e dall'ottimismo sull'intelligenza artificiale: Alphabet, Apple e Amazon hanno premiato gli investitori che cercano un nesso diretto fra spesa e crescita dei ricavi, mentre Meta e Microsoft sono state penalizzate per il peso degli investimenti.
In parallelo, però, il prezzo del petrolio resta sopra i 100 dollari al barile a causa della guerra fra Stati Uniti e Iran e della paralisi dello Stretto di Hormuz, e l'inflazione torna a salire. È in questo quadro misto (tanta liquidità e ottimismo sul tech, ma vento contrario per consumi e tassi di interesse) che Cohen rilancia con la più audace operazione di concentrazione degli ultimi mesi.
Cosa succede adesso
Il consiglio di eBay deve esprimersi sull'offerta. Tre sono gli scenari principali.
- Accettazione negoziata. eBay potrebbe accogliere l'offerta a queste o a condizioni leggermente migliori, avviando una due diligence reciproca. Probabile l'intervento delle autorità antitrust statunitensi, vista la sovrapposizione nei prodotti da collezione e nel resale.
- Rifiuto e proxy fight. Se il consiglio dirà di no, Cohen ha già detto di essere pronto a portare l'offerta direttamente agli azionisti, sostituendo i consiglieri. È una strada lunga, costosa e dal risultato incerto.
- Counter-offer o cavaliere bianco. Non si esclude che l'iniziativa di GameStop spinga altri attori del settore tech o private equity a presentare offerte alternative.
In ogni caso, il fatto che il prezzo di mercato di eBay sia rimasto sotto il valore dell'offerta segnala che gli investitori non considerano la chiusura come scontata. Le obiezioni più solide riguardano la diluizione del capitale GameStop e l'incertezza sulle sinergie da 2 miliardi annunciate da Cohen, oltre alla scarsa esperienza della società in operazioni di queste dimensioni. Il finanziamento a debito di 20 miliardi imporrebbe inoltre una pressione finanziaria notevole, con un costo del capitale che, in un contesto di tassi in possibile rialzo, rischia di erodere parte del valore promesso dalla fusione.
In sintesi
L'operazione è un classico segnale di mercato: la combinazione tra il ritorno di Michael Burry, la spinta di Ryan Cohen e una fase di Borsa che continua a premiare le scommesse audaci sull'innovazione del retail digitale crea le condizioni perché un piccolo retailer con tanta cassa si lanci sul gigante del marketplace.
Resta da vedere se Wall Street e, soprattutto, il consiglio di eBay siano disposti a seguire la visione di un imprenditore che già una volta, con Chewy, ha trasformato un piccolo brand in un campione del commercio online. Per ora, gli analisti scommettono prevalentemente sul "no". Ma, come hanno osservato gli investitori che hanno seguito il rally di GameStop dal 2021, le probabilità a Wall Street talvolta non bastano a contenere l'effetto sorpresa.
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