OpenAI e Anthropic verso la Borsa: perché le IPO possono cambiare l’IA
Secondo Deutsche Bank, le IPO di OpenAI e Anthropic costituiscono una svolta capace di cambiare il boom dell'intelligenza artificiale. La notizia che la società guidata da Sam Altman starebbe valutando di rinviare la propria quotazione, inizialmente attesa per quest'anno, dà la misura di quanto sia alta la posta in gioco.
Entrambe le società hanno depositato in via confidenziale la richiesta di IPO a inizio giugno, puntando a raccogliere circa 60 miliardi di dollari ciascuna e a una valutazione superiore a 1.000 miliardi. Tra le sfide che il settore deve affrontare, secondo la banca, ci sono anche i modelli open source cinesi, capaci di prestazioni comparabili a una frazione del costo.
Quotarsi in Borsa permetterebbe a queste aziende di accedere a nuove fonti di capitale per investire e ridurre il debito, di dare liquidità a investitori e dipendenti esistenti e di rafforzare la credibilità presso clienti, aziende e legislatori.
Altre società indicate come possibili candidate all'IPO includono la piattaforma di analisi dati Databricks, quella enterprise Glean, lo strumento di compliance Vanta, la piattaforma di gestione dei processi aziendali Celonis, lo strumento di design grafico Canva, la piattaforma di finance operations Ramp, l'azienda di difesa Anduril e Mistral, unico produttore europeo di rilievo tra i modelli frontier.
OpenAI e Anthropic: crescita, ricavi e rapporti strategici
OpenAI, con sede a San Francisco, è nata nel 2015 come laboratorio no profit guidato da Elon Musk e Sam Altman, quest'ultimo oggi Amministratore Delegato. Musk ha interrotto i rapporti con la società nel 2018, dando avvio a una disputa legale conclusasi a maggio a favore di OpenAI.
Il lancio di ChatGPT, a novembre 2022, ha portato 100 milioni di utenti in appena 3 mesi, mentre GPT-4, uscito a marzo 2023, ha mantenuto per oltre un anno un vantaggio netto sui rivali. Il legame più importante di OpenAI resta quello con Microsoft, che dopo il primo miliardo di dollari investito nel 2019 ne ha aggiunti altri 10 a inizio 2023, pur avendo ridimensionato la partnership ad aprile e mantenendo oggi una quota del 27%. Più di 1 persona su 10 al mondo usa oggi ChatGPT ogni settimana, con ricavi annualizzati saliti oltre 25 miliardi di dollari a marzo e un primo utile annuo atteso per il 2030.
Anthropic, fondata nel 2021 a San Francisco da 7 ex dipendenti di OpenAI, tra cui l’Amministratore Delegato Dario Amodei, ha superato OpenAI a maggio negli abbonamenti business. Il suo run rate annualizzato è salito a 47 miliardi di dollari, da circa 1 miliardo alla fine del 2024, con il primo esercizio redditizio atteso nel 2029.
Il rapporto con Washington resta più conflittuale: il Dipartimento della Difesa ha definito Anthropic un rischio per la catena di fornitura dopo le richieste della società di limitare l'uso dei propri modelli per sorveglianza domestica e armi autonome, mentre il Dipartimento del Commercio ha imposto restrizioni all'accesso estero ai modelli più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, disattivati temporaneamente in tutto il mondo e in parte ripristinati solo alla fine della scorsa settimana.
I 4 modi in cui le IPO potrebbero cambiare il settore
Deutsche Bank individua 4 modi in cui le IPO cambieranno il settore. Il primo riguarda la trasparenza: le società dovranno adottare una rendicontazione da azienda quotata, indicatori di performance credibili e la piena divulgazione delle cause legali su copyright e sicurezza, permettendo finalmente agli investitori di capire se i produttori di modelli di frontiera, oggi ancora in perdita, beneficeranno di effetti di rete vincenti oppure offriranno prodotti sempre più intercambiabili.

Il secondo riguarda il funding: dopo 3 anni fiacchi, il venture capital è tornato a crescere, con 425 miliardi di dollari investiti l'anno scorso in oltre 24.000 aziende, di cui oltre 225 miliardi concentrati nell'IA. Anthropic ha chiuso a fine maggio un round da 65 miliardi di dollari con valutazione di 965 miliardi, superando OpenAI, che a marzo aveva raccolto 122 miliardi con una valutazione post-money di 852 miliardi.
OpenAI punta ora a circa 600 miliardi di dollari di investimenti infrastrutturali entro il 2030, meno della metà della precedente stima di 1.400 miliardi, spostando l’enfasi dalla costruzione diretta di data center al loro affitto. Il round di marzo è stato sostenuto anche da Nvidia e Amazon: quest’ultima investirà 50 miliardi di dollari in cambio dell’utilizzo da parte di OpenAI di 2 gigawatt di capacità basata sui chip Trainium.

Anche il debito è entrato in gioco: gli hyperscaler aumenteranno la spesa in conto capitale di due terzi, superando i 750 miliardi di dollari quest’anno. Persino alcuni dei maggiori gruppi tecnologici, pur disponendo di ingenti risorse finanziarie, hanno fatto ricorso ai mercati obbligazionari e azionari per finanziare la corsa all’intelligenza artificiale.
Un ritorno delle IPO dopo 5 anni di siccità potrebbe inoltre sbloccare la liquidità a monte: la raccolta globale dei fondi di venture capital è scesa l’anno scorso a 122 miliardi di dollari, poco più di un quarto dei massimi del 2021-2022. Questo potrebbe favorire anche una nuova ondata di fusioni e acquisizioni: dall’inizio dell’anno sono già state annunciate o completate oltre 5.000 operazioni tecnologiche, per un valore complessivo di circa 850 miliardi di dollari.
Il terzo tema è l'accountability: il settore ha perso parte del suo smalto e rischia di diventare un parafulmine per i timori su fiducia, lavoro e settori vulnerabili, non appena i risparmiatori comuni deterranno azioni di società pure-play nell'IA.
Alcuni tagli occupazionali sono già stati attribuiti all'intelligenza artificiale, come i 4.000 posti eliminati da Block, anche se le previsioni più catastrofiche si stanno ridimensionando. Il fronte più caldo resta quello dei data center, con un'opposizione bipartisan crescente negli Stati Uniti sul consumo di energia e acqua, che ha già portato il Maine a varare una moratoria sui centri più grandi.
Il quarto tema riguarda le valutazioni: la mancanza di società pure-play quotate rende difficile stabilire se l'IA sia in una bolla. L'indice S&P 500 è salito di due terzi dal lancio di ChatGPT, trainato dai Magnifici Sette. Il rapporto CAPE di Shiller ha superato 40, avvicinandosi al record di 44 toccato al culmine della bolla dot-com, ma le matricole attuali arrivano sul mercato più mature, con un'età mediana di 12 anni contro i 4,5 del 1999-2000, e più spesso già redditizie.
Il paragone più citato resta quello con Netscape, la cui IPO del 1995 è considerata l'inizio della bolla dot-com nonostante gli allarmi immediati: il Nasdaq impiegò quasi 5 anni per toccare il massimo sopra i 5.000 punti nel marzo 2000, per poi crollare fino a circa 1.100 nell'ottobre 2002. Amazon, quotata nel maggio 1997, impiegò invece circa un decennio per recuperare i massimi raggiunti durante le prime fasi della propria vita in Borsa, salvo poi arrivare, un mese fa, a quasi 275 dollari.
Fonte: ricerca Deutsche Bank
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