La settimana sui mercati: rendimenti, lavoro USA e tensioni in Iran
Settimana del 3 ottobre 2026
L'articolo della settimana

La settimana sui mercati: rendimenti, lavoro USA e tensioni in Iran
In breve
- La pressione sui bond ha portato il rendimento del Treasury decennale al 5,31% e quello trentennale al 5,56% nel corso della settimana. Pesano inflazione, conti pubblici e fabbisogno di capitale per l’IA.
- I Non-Farm Payrolls di settembre hanno mostrato 29mila nuovi occupati, contro 90mila attesi. Dopo i dati, la probabilità di un rialzo della Fed a ottobre è scesa al 26%.
- I negoziati USA-Iran restano bloccati. Secondo un funzionario statunitense, il Pentagono sta inviando un’altra portaerei e 10.000 militari in Medio Oriente.
- USA e Cina hanno dettagliato un piano di riduzione dei dazi su 60 miliardi di dollari di scambi complessivi. L’attuazione richiede ancora il completamento delle procedure nazionali.
- Proseguono gli investimenti nell’IA, tra l’accordo di AMD per acquisire World Labs e i progetti di finanziamento di OpenAI e quotazione di Anthropic. Micron supera le attese sui ricavi, mentre Nike annuncia una ristrutturazione.
La risalita dei rendimenti obbligazionari ha caratterizzato la settimana, prima che i dati sul lavoro USA ridimensionassero le attese di un rialzo della Fed a ottobre. Il Treasury decennale ha toccato i massimi da metà 2007, mentre il trentennale ha raggiunto i top dal 2002.
Le pressioni riflettono la combinazione di inflazione persistente, tenuta dell’economia e crescenti esigenze di finanziamento. Le società hanno emesso quest’anno oltre 400 miliardi di dollari di obbligazioni a livello globale per gli investimenti tecnologici, aumentando la competizione per i capitali. Parallelamente, il debito USA ha superato i 40.000 miliardi di dollari e i Paesi OCSE dovrebbero raccogliere finanziamenti lordi per 18.000 miliardi nell’anno.
Lavoro USA e Fed: i dati riducono le attese di rialzo
Il rapporto occupazionale di settembre ha però segnalato un rallentamento più marcato del previsto. I Non-Farm Payrolls si sono attestati a 29mila unità, contro le 90mila attese dagli analisti censiti da Bloomberg. Il dato di agosto è stato rivisto da 162mila a 133mila. La disoccupazione è salita dal 4,1% al 4,2%, mentre la crescita annua del salario orario medio è scesa dal 3,1% al 3%. La partecipazione alla forza lavoro è aumentata dal 61,6% al 61,8%.
Dopo la pubblicazione, la probabilità di un aumento dei tassi nella riunione Fed di ottobre è scesa al 26%. Già prima dei dati, il Vicepresidente Philip Jefferson, il Presidente della Fed di New York John Williams e la Vicepresidente per la Vigilanza Michelle Bowman avevano indicato l’opportunità di attendere ulteriori informazioni sull’economia.
La Presidente della Fed di Dallas Lorie Logan ritiene invece necessari almeno altri 50 punti base di rialzi. Ha però riconosciuto che l’aumento dei premi a termine, ossia della remunerazione aggiuntiva richiesta per detenere titoli a lunga scadenza, potrebbe rallentare l’attività e ridurre la stretta monetaria necessaria.
Debito francese: rendimenti elevati e incertezza sui conti
In Europa, la Francia è rimasta particolarmente esposta alle vendite sul debito. Il debito pubblico si avvicina al 120% del PIL e il deficit si allontana dall’obiettivo del 5% previsto per quest’anno. Il governo ha proposto tagli ambiziosi, ma l’approvazione in un Parlamento frammentato e le presidenziali del 2027 mantengono elevata l’incertezza.
Iran e dazi USA-Cina: tensioni geopolitiche e negoziati
Sul fronte energetico, la settimana si è aperta con il Brent verso 106 dollari dopo il rifiuto di Trump dell’ultima proposta iraniana sullo Stretto di Hormuz. Secondo una fonte citata da Bloomberg, il confronto riguardava la riapertura del passaggio in cambio della revoca del blocco statunitense dei porti iraniani. Alle iniziali attese di una ripresa dei negoziati sono seguite indiscrezioni sul pessimismo dei funzionari iraniani circa un’intesa prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.
Il rafforzamento militare statunitense ha poi riacceso i timori di un’escalation. Secondo un funzionario USA citato da Bloomberg, il Pentagono starebbe inviando un’altra portaerei e 10.000 militari nella regione. Trump ha indicato come possibile un’intensificazione degli attacchi dopo il voto. I contatti diplomatici proseguono, ma restano irrisolti i contrasti su Hormuz e sul nucleare. Secondo Bloomberg, il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe prospettato il ritorno degli ispettori negli impianti bombardati in cambio di un allentamento delle sanzioni.
Sul commercio, USA e Cina hanno pubblicato le liste dei prodotti interessati da un piano di riduzione dei dazi su circa 30 miliardi di dollari di importazioni per ciascun Paese, per un totale di 60 miliardi. L’intesa si affianca alla proroga della tregua commerciale fino a gennaio. Secondo Pechino, le riduzioni entreranno in vigore simultaneamente dopo il completamento delle procedure nazionali, con circa il 90% dei prodotti coperti destinato a beneficiare delle aliquote della nazione più favorita.
Investimenti nell’IA: AMD, Samsung, OpenAI e Anthropic
Nel settore tecnologico, la corsa all’IA continua a sostenere acquisizioni e investimenti. AMD ha concordato l’acquisto di World Labs per 8,2 miliardi di dollari, interamente in azioni, con chiusura attesa entro fine anno e subordinata alle autorizzazioni regolamentari. I modelli della società, capaci di generare e ricostruire ambienti tridimensionali, dovrebbero contribuire allo sviluppo dei futuri prodotti hardware.
Samsung Electronics e 5 affiliate investiranno inoltre complessivamente 1 miliardo di dollari in Helix Digital Infrastructure, che punta a integrare energia, connessioni e finanziamenti per accelerare la realizzazione dei data center.
Secondo fonti citate da Bloomberg, OpenAI punta a raccogliere almeno 30 miliardi di dollari a una valutazione di circa 1.400 miliardi, escluso il nuovo capitale. Le trattative sono preliminari e il finanziamento servirebbe da ponte dopo il rinvio della quotazione. Anthropic seguirebbe invece la strada della Borsa, con un possibile debutto già a metà novembre e l’avvio della promozione dell’offerta nella settimana del 9 novembre.
Micron e Nike: risultati e prospettive a confronto
La domanda di memorie per l’IA ha sostenuto i risultati di Micron, che nel 4° trimestre fiscale ha registrato ricavi per 54,2 miliardi di dollari, contro 51,5 miliardi attesi, e un utile per azione di 33,42 dollari rispetto ai 31,83 stimati. Per il 1° trimestre prevede ricavi di 61,5 miliardi e un utile per azione rettificato di 38,15 dollari, sopra le attese di 56,8 miliardi e 36,02 dollari. Il margine lordo rettificato dovrebbe però scendere all’86,3%, sotto il consensus dell’86,7%, per l’aumento delle remunerazioni.
Più debole il quadro di Nike, con ricavi trimestrali in calo del 4% a 11,2 miliardi di dollari. Per l’esercizio 2027 il gruppo prevede una flessione percentuale nella parte alta della singola cifra, peggiore del -2,4% stimato dagli analisti. La ristrutturazione annunciata punta a risparmi complessivi di 2,5 miliardi di dollari in 5 anni, a fronte di circa 1 miliardo di oneri al lordo delle imposte. Le vendite in Cina sono diminuite per il 9° trimestre consecutivo, mentre Converse ha registrato il 14° trimestre di contrazione.
I tre della settimana
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