La settimana sui mercati: tregua fragile e rally AI sotto esame
Settimana del 11 luglio 2026
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La settimana sui mercati: tregua fragile e rally AI sotto esame
Il recupero iniziale dei titoli tecnologici si è esaurito rapidamente durante la settimana, con i dubbi sulla sostenibilità del rally dell'intelligenza artificiale tornati al centro dell'attenzione. Nello Stretto di Hormuz il traffico energetico aveva inizialmente mostrato segnali di recupero, prima di tornare a contrarsi con la nuova escalation militare.
Il nodo dei pedaggi è rimasto per tutta la settimana al centro dei negoziati per una pace permanente. Gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo sostengono che né l’Iran né l’Oman possano imporre tariffe sul transito, mentre alcuni Paesi europei avrebbero accettato come inevitabile il pagamento di una qualche forma di commissione, pur chiedendo che non vi siano discriminazioni in base alla nazionalità delle navi.
Con il passare dei giorni, il Brent è tornato a salire dopo che nella notte gli Stati Uniti avevano lanciato attacchi in Iran e revocato la deroga che consentiva a Teheran di effettuare nuove vendite di greggio sui mercati internazionali. Il Comando Centrale USA ha colpito oltre 80 obiettivi, inclusi sistemi di difesa aerea, reti di comando e controllo, radar costieri, capacità missilistiche anti-nave e oltre 60 imbarcazioni delle Guardie rivoluzionarie iraniane, definendo l'operazione una risposta immediata agli ultimi attacchi di Teheran alle navi commerciali nello Stretto.
Gli attacchi sono proseguiti anche il giorno successivo, quando il CENTCOM ha colpito circa 90 ulteriori obiettivi, tra sistemi di difesa aerea, asset di sorveglianza costiera e depositi di missili e droni. L’Iran ha risposto attaccando basi statunitensi in Bahrain, Kuwait e Qatar, mentre le Guardie rivoluzionarie hanno minacciato di ampliare le ostilità.
Il Dipartimento del Tesoro ha contestualmente annunciato la revoca della deroga sulle vendite di petrolio iraniano, eliminando un incentivo chiave concepito per indurre l'Iran a rispettare l'accordo sul rientro dei flussi nello Stretto. Trump ha autorizzato le operazioni mentre si trovava al vertice NATO.
Le due parti si sono accusate a vicenda di aver violato il cessate il fuoco: i Pasdaran hanno rivendicato attacchi alla base aerea Ali Al-Salem in Kuwait e alla base navale della Quinta Flotta in Bahrain, mentre nelle 24 ore precedenti si erano registrati 3 attacchi a navi commerciali nello Stretto, il numero più alto dall'entrata in vigore dell'accordo. Un funzionario USA ha precisato, in forma anonima, che l'Iran potrà beneficiare dell'intesa solo comportandosi in modo responsabile, aggiungendo tuttavia che i negoziatori continuano a lavorare in buona fede verso un accordo definitivo.
Con il protrarsi degli scontri, il traffico nello Stretto è successivamente calato quasi a zero.
Trump, a bordo dell'Air Force One, ha dichiarato che gli Stati Uniti rispondono a ogni attacco iraniano con una forza proporzionalmente superiore e che, in caso di guerra aperta, la vittoria sarebbe rapida, minacciando inoltre di ripristinare il blocco dei porti iraniani e di colpire infrastrutture critiche come impianti di desalinizzazione e centrali elettriche. Il Presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che ogni attacco USA sarà ricambiato. Le questioni aperte, gestione dello Stretto, sblocco degli asset iraniani congelati e programma nucleare, restano tutte senza progressi rilevanti, anche se gli operatori di mercato ritengono che nessuna delle due parti abbia interesse a un ritorno al conflitto aperto.
Petrolio, inflazione e negoziati ancora aperti
Il rimbalzo del Brent ha riportato in primo piano i rischi inflazionistici, dopo che il greggio aveva toccato un picco oltre 126 dollari al barile a fine aprile, nei primi 2 mesi del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, per poi ridiscendere verso i livelli pre-bellici sulla scia del miglioramento dei flussi nel Golfo.
Sul fronte regionale, l’Iran ha legato la fine degli scontri tra Hezbollah e Israele al proprio cessate il fuoco con Washington, mentre Israele ha ribadito che risponderà a ogni attacco proveniente dal Libano.
I negoziati tra Stati Uniti e Iran hanno intanto rallentato durante le cerimonie funebri del Leader Supremo Ali Khamenei, ucciso il primo giorno della guerra a fine febbraio e sepolto giovedì 9 luglio a Mashhad. Il Qatar ha comunicato che il prossimo incontro formale sarà fissato non appena possibile, mentre i contatti tecnici tra le parti sono proseguiti.
Fed divisa sui rischi inflazionistici
Dai verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve emerge che tutti i componenti del comitato hanno concordato sulla necessità di mantenere i tassi invariati, anche se alcuni avevano individuato ragioni per un possibile rialzo.
Per una parte significativa del board, l’inflazione potrebbe restare elevata a causa degli investimenti legati all’intelligenza artificiale, delle tensioni in Medio Oriente e dei dazi. Se persistenti, questi fattori potrebbero rendere necessaria una politica monetaria meno accomodante.
Alcuni partecipanti hanno inoltre accolto positivamente la revisione degli strumenti di comunicazione, mentre la maggioranza ha riconosciuto i vantaggi di un comunicato più breve.
Nel complesso, le informazioni disponibili indicano che i rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi restano elevati, mentre quelli legati al raggiungimento della piena occupazione si sono leggermente attenuati. Qualora invece l’inflazione dovesse rallentare, la maggior parte dei membri si aspetterebbe di mantenere invariato o ridurre il costo del denaro.
Samsung, SpaceX e SK Hynix muovono il comparto tecnologico
Durante l’ottava i mercati sono stati colpiti dal crollo delle azioni Samsung, nonostante risultati trimestrali record, che ha attivato il meccanismo di circuit breaker sulla Borsa di Seul. Il gruppo ha pubblicato dati preliminari per il 2° trimestre 2026 con un EBIT adjusted di 89.400 miliardi di won, circa 58 miliardi di dollari, in crescita di 19 volte sull'anno precedente e superiore alle stime di circa il 6%, con ricavi più che raddoppiati a 171.000 miliardi di won.
La reazione del mercato è stata comunque negativa, con gli investitori che avevano già in larga parte incorporato nei prezzi i margini elevati generati dall'espansione delle infrastrutture per l'IA.
SpaceX è entrata ufficialmente nel Nasdaq 100. I fondi indicizzati che replicano il paniere, con circa 800 miliardi di dollari in gestione complessivi, tra cui l’ETF QQQ di Invesco con circa 500 miliardi, hanno acquistato il titolo al prezzo di chiusura di lunedì.
L'ingresso è avvenuto con un peso iniziale inferiore all'1%, poiché le regole di ponderazione per il flottante fanno sì che SpaceX venga trattata ai fini dell'indice come una società da circa 300 miliardi, nonostante una capitalizzazione di 2.100 miliardi, avendo collocato nell'IPO meno del 5% del capitale totale. La società non entrerà nell'S&P 500 per almeno un anno.
I mercati hanno poi recuperato terreno dopo la volatilità dei giorni precedenti, con i produttori di chip a guidare il rimbalzo, sostenuti dalla forte domanda per il collocamento USA di SK Hynix.
Sul fronte della difesa europea, Deutz ha concordato l'acquisizione del produttore tedesco di veicoli militari Flensburger Fahrzeugbau Gesellschaft per 1,6 miliardi di euro, ampliando la propria presenza nel settore per beneficiare del ciclo di riarmo del continente.
Yen e fondi pensione rilanciano il mercato giapponese
Lato valutario, lo yen e i titoli di Stato giapponesi sono saliti dopo che il Ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha invitato i fondi pensione del Paese ad aumentare gli investimenti in attività nazionali, indicando tra le priorità del governo quella di incoraggiare famiglie e fondi pensione, incluso il GPIF, ad ampliare l'esposizione verso le attività finanziarie domestiche. Il fondo, tra i più grandi al mondo, gestisce circa 1.810 miliardi di dollari, e le sue eventuali scelte avrebbero implicazioni oltre i confini giapponesi: il Giappone è il maggiore detentore estero di Treasury USA, con uno stock di 1.200 miliardi di dollari, e ha quasi 5.000 miliardi di dollari di capitale complessivamente investito all'estero.
Le parole di Katayama arrivano dopo che il mese scorso la Premier Sanae Takaichi ha presentato un piano da 370.000 miliardi di yen di investimenti nell'economia nell'arco di 14 anni, di cui oltre un quarto destinato a intelligenza artificiale e semiconduttori.
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