Mercati sotto pressione: AI, Apple e OpenAI frenano il rally
I mercati azionari globali hanno registrato una nuova flessione, con il Kospi sudcoreano nuovamente sospeso dagli scambi dopo un crollo fino al 9%. Il sell-off è stato scatenato da due notizie quasi simultanee: la prima è che Apple ha annunciato rincari su Mac, iPad e dispositivi domestici, citando una carenza senza precedenti di chip di memoria trainata dalla domanda AI dei data center. La seconda riguarda la news del New York Times, secondo cui OpenAI starebbe valutando di rinviare la propria IPO al 2027.
La seduta ha offerto un quadro delle contraddizioni interne al rally AI. Apple, uno dei maggiori acquirenti di componenti elettronici al mondo, non è riuscita ad assorbire il rincaro dei chip e ha scaricato il costo sui consumatori, sollevando interrogativi sull'elasticità della domanda e sulla tenuta dei margini del settore.
Anche Microsoft ha annunciato nella stessa settimana il terzo rialzo di prezzo per le proprie console Xbox, altra spia della crisi della catena di fornitura di semiconduttori. I titoli di Samsung ed SK Hynix hanno ceduto oltre il 9% ciascuno, in parte per prese di profitto dopo il rimbalzo del giorno precedente, in parte per le reazioni ai piani di investimento rivelati dai media locali: Samsung starebbe preparando per lunedì l'annuncio di impegni da 648 miliardi di dollari nell'arco di 10 anni.
Intanto, il greggio ha allungato il ribasso, nonostante un rimbalzo causato dall'attacco a un cargo nello Stretto di Hormuz. L'episodio, il primo dall'accordo interinale tra Washington e Teheran, ha riacceso momentaneamente i timori sul transito nel tratto strategico, ma la Casa Bianca ha dichiarato di non essere ancora in grado di stabilirne la responsabilità.
Sul fronte della politica monetaria, il presidente della Fed di New York, John Williams, ha definito l'inflazione elevata attribuendola ai dazi, allo shock energetico dalla guerra in Iran e al boom degli investimenti in AI, ma ha sottolineato che l'attuale impostazione monetaria è ben posizionata per riportare i prezzi verso il target. La stima di Williams prevede pressioni sui prezzi al 3,5% a fine anno e verso il 2% entro il 2028.
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