Tregua USA-Iran fragile: Hormuz resta il nodo dei mercati
La geopolitica resta in primo piano. Stati Uniti e Iran hanno concordato di cessare gli attacchi reciproci prima della ripresa dei colloqui tecnici a Doha questa settimana, segnando un passo verso la de-escalation dopo giorni di tensioni che avevano messo a dura prova la fragile tregua.
Giovedì scorso l'Iran aveva colpito una nave mercantile nello Stretto di Hormuz, provocando una risposta militare statunitense il giorno seguente. Dopo un ulteriore attacco iraniano a un cargo con carico di petrolio qatariota, il CENTCOM USA aveva di nuovo colpito obiettivi militari in 10 siti nella zona dello Stretto nella notte tra sabato e domenica.
Domenica entrambe le parti hanno concordato di fermarsi, con un funzionario USA che ha precisato come le navi possano attualmente transitare liberamente. I negoziati tecnici riprenderanno per mettere a punto tutti gli aspetti del memorandum firmato il 17 giugno da Trump e dal presidente iraniano Pezeshkian.
Le tensioni, tuttavia, non si sono dissolte: l'IRGC ha rivendicato attacchi con missili e droni sulle basi militari in Kuwait e Bahrain, mentre le due parti continuano a scontrarsi sulle condizioni di transito attraverso lo Stretto di Hormuz, inclusa la questione dei pedaggi che l'Iran vorrebbe imporre.
A fare da sfondo alla tregua diplomatica c'è una questione complessa: lo smantellamento delle sanzioni decennali su Teheran. Il memorandum in 14 punti prevede la rimozione di tutte le restrizioni USA su un calendario concordato.
Il Tesoro statunitense ha già emesso la cosiddetta General License X, che autorizza le vendite di petrolio iraniano in dollari, e il segretario Scott Bessent ha confermato che Teheran fatturerà il greggio in valuta USA.
All'interno dell'amministrazione, alcuni falchi premono affinché i proventi delle vendite di greggio iraniano affluiscano in conti di deposito controllati da Washington, proposta che Teheran ha già respinto pubblicamente.
Fuori dal dossier mediorientale, il mercato continua a guardare ai grandi temi strutturali: AI e consumi USA.
Lato semiconduttori, Samsung e SK Hynix hanno confermato piani per la costruzione di due nuovi impianti produttivi ciascuno, per un impegno complessivo di 518 miliardi di dollari. L'obiettivo della Corea del Sud è raddoppiare la capacità di produzione di memorie DRAM nei prossimi 5 anni, una mossa che punta a consolidare la leadership nel segmento HBM e a rispondere alla domanda strutturale generata dall'AI.
Sul fronte del consumo, il Prime Day di Amazon ha generato 26,4 miliardi di dollari di spesa online complessiva tra tutti i retailer negli USA, stando alle rilevazioni di Adobe, il 9,3% in più rispetto all'edizione precedente. I maggiori sconti si sono concentrati in elettronica e abbigliamento, entrambi attorno al 24%. La spesa media per nucleo familiare è però scesa a 143 dollari (-8,3%), segnale che i consumatori continuano a fare acquisti ma con maggiore selettività.
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