Dati economici USA: c’è un problema di credibilità?

La credibilità dei dati economici USA torna sotto osservazione dopo una serie di modifiche introdotte dall’Amministrazione Trump nelle agenzie statistiche federali. Secondo quanto riportato da Politico, il timore è che l’indebolimento delle garanzie contro le interferenze politiche possa ridurre l’affidabilità delle rilevazioni utilizzate dalla Federal Reserve, dai responsabili delle politiche economiche e dagli investitori, con possibili conseguenze anche sul mercato dei Treasury.

Il licenziamento al BLS e i primi timori

Poco più di 1 anno fa, Trump ha licenziato la Commissaria del Bureau of Labor Statistics Erika McEntarfer dopo la pubblicazione di un rapporto sull’occupazione che aveva contraddetto le sue affermazioni su una fase di particolare prosperità economica.

Questo aveva allarmato diversi osservatori, mentre il licenziamento era stato visto come un attacco diretto all’indipendenza degli enti incaricati di produrre statistiche economiche tempestive, accurate e apartitiche.

Le nuove regole sulle statistiche economiche USA

Ora il Dipartimento del Commercio ha eliminato alcune linee guida interne che vietavano esplicitamente ai funzionari di nomina politica di sopprimere o modificare risultati scientifici e tecnici.

Secondo McEntarfer, il cambiamento attribuirebbe ai vertici politici un potere di veto sui dati e sulle ricerche elaborati da istituzioni come il Census Bureau e il Bureau of Economic Analysis, responsabile di rapporti molto seguiti su crescita, spesa e inflazione.

Il Dipartimento ha inoltre vietato l’utilizzo di metodi statistici impiegati dalle agenzie per proteggere la riservatezza dei singoli individui. Jed Kolko, già Sottosegretario del Dipartimento del Commercio per gli Affari Economici durante l’Amministrazione Biden, ha avvertito che la decisione rappresenta un’ingerenza politica in processi normalmente affidati al personale di carriera.

Poche settimane più tardi, il Census Bureau ha pubblicato un report molto contestato secondo cui 24mila persone prive della cittadinanza avrebbero votato alle elezioni del 2020. Trump ha utilizzato le conclusioni del documento per sostenere le accuse, ampiamente smentite, secondo cui le elezioni gli sarebbero state sottratte.

Risorse insufficienti e partecipazione ai sondaggi in calo

Le preoccupazioni sulla qualità delle statistiche USA non dipendono soltanto dal rischio di pressioni politiche. Gli organi federali soffrono da anni per la scarsità di risorse, la difficoltà nel coprire gli incarichi di vertice e il calo dei tassi di risposta ai sondaggi ufficiali, un fenomeno che ne limita l’accuratezza.

Per l’analista macro Phil Suttle, in passato Direttore dell’Analisi Economica Globale di Tudor Investment, questi fattori confluiscono nel timore di un progressivo deterioramento dei dati.

Perché la credibilità dei dati può pesare sui Treasury

Kolko ritiene che la perdita delle protezioni istituzionali possa rendere più difficili anche le riforme necessarie. Se imprese e famiglie dubitassero dell’indipendenza delle decisioni tecniche, potrebbero essere meno disposte a partecipare alle rilevazioni pubbliche.

Le agenzie potrebbero inoltre incontrare maggiori ostacoli nel sostenere le proprie richieste di finanziamento presso il Congresso, diventando più caute nell’introdurre miglioramenti metodologici, per il rischio che vengano percepiti come politicamente condizionati.

Suttle non vede al momento una minaccia immediata di interferenza politica diretta nelle statistiche governative. Ha però avvertito che la sola percezione di una possibile manipolazione da parte della politica potrebbe spingere gli investitori a considerare più rischiosi i titoli di Stato USA, facendo salire i rendimenti sul debito pubblico e mantenendo più elevati i tassi di interesse. Secondo l’analista, questo è uno dei fattori che stanno cambiando la natura dei titoli di Stato USA come asset sicuro nell’economia globale.

Fonte: Politico

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