Fed: 2 tagli nel 2026 nonostante i dati solidi

Secondo gli analisti di Bank of America, la Fed non dovrebbe tagliare i tassi ma lo farà ugualmente per due volte nel corso del 2026. Quali sono i motivi?

Innanzitutto il prossimo Presidente della Fed, Kevin Warsh, ha chiesto riduzioni significative del costo del denaro in tempi brevi. Se non riuscisse ad ottenere questo obiettivo, significherebbe che non ha avuto nessuna influenza all’interno del board. Pertanto, è ragionevole aspettarsi una via di mezzo. Inoltre, la soglia per portare i tassi più vicini al 3% è bassa.

Fonte: ricerca Bank of America

Una soluzione che potrebbe portare Warsh ad ottenere i tagli desiderati è relativa ad un cambiamento significativo all’interno del board. Ad esempio Powell potrebbe lasciare il Comitato dopo il suo mandato da Governatore, Cook potrebbe perdere il suo ricorso alla Corte Suprema e altri esponenti potrebbero rassegnare le dimissioni. Quasi sicuramente, i sostituti saranno favorevoli alle argomentazioni a favore di una politica monetaria accomodante.

Se però la composizione del board rimanesse uguale, la soluzione ai tagli è da ricercare nei dati. Nel caso in cui le misurazioni macroeconomiche subissero un temporaneo peggioramento, la porta alle riduzioni potrebbe aprirsi, specie considerando che gran parte del Comitato ritiene ancora che il costo del denaro sia in territorio restrittivo.

In generale, i dissensi potrebbero essere 4: Barr, Hammack, Kashkari e Logan. Questi componenti sosterranno riduzioni solo in presenza di significativa debolezza dell’economia. Warsh non dovrebbe essere troppo preoccupato se dispone dei voti necessari a tagliare.

Tuttavia, c’è da dire che i dati supportano poco la riduzione dei tassi. Il mercato del lavoro resta forte, con la disoccupazione che è un decimo di punto sopra la stima mediana del tasso naturale del FOMC al 4,2%. Il PCE è probabilmente destinato ad aumentare in maniera significativa nei prossimi due mesi. BofA ritiene che possa raggiungere il 3%-3,1% su base annua a gennaio.

Si deve però considerare che Warsh ha preso le distanze dai dati correnti e vorrà guardare avanti, come ad esempio all’impatto deflazionistico dell’AI.

Ma quando potrebbero arrivare questi tagli? BofA ritiene che giugno e luglio potrebbero essere due momenti adatti, con il supporto che potrebbe arrivare anche dall’accettare rialzi del costo del denaro nel 2027.

Non mancano le obiezioni. Ad esempio a giugno l’impulso fiscale e l’inflazione dei dazi probabilmente raggiungeranno il loro picco. Warsh potrebbe anche cercare di ottenere la fiducia del board evitando riduzioni nel suo primo meeting. Potrebbe essere più facile tagliare a settembre, specie se ci fosse un indebolimento stagionale dei dati sul mercato del lavoro in estate.

Fonte: ricerca Bank of America

Condividi su

Informazioni sull'autore

Ti è piaciuto l'articolo?

Non perderti neanche un contenuto, iscriviti subito alla newsletter gratuita di FreeFinance!

Iscriviti alla newsletter
Cerca nelle News