USA: come la guerra in Iran influenzerà le lezioni di midterm

Secondo gli analisti di Goldman Sachs, i principali effetti su economia e mercati della guerra in Iran si verificheranno attraverso prezzi dell’energia più alti. GS ha alzato le attese sui prezzi del Brent per il 2° e 4° trimestre 2026 e per il 2027 a 76, 66 e 70 dollari al barile (da 66,60 e 65 dollari).

Se da un lato soluzioni diplomatiche possono invalidare queste previsioni, un focus va fatto sulle elezioni di midterm.

Un incremento delle quotazioni del petrolio ha un effetto immediato per il consumatore statunitense, in quanto influisce sui prezzi del carburante. Per SEB, un Brent che sembra diretto verso i 100 dollari al barile potrebbe mettere a rischio una vittoria repubblicana.

Sullo Stretto di Hormuz, quello che conta è la resistenza: anche se l’Iran non fosse in grado di garantire la chiusura totale, il rischio costante di attacchi e di riduzione dei flussi potrebbero contribuire a far salire ancora le quotazioni. Sarà da vedere quanti giorni vedranno un flusso ridotto moltiplicato per la durata della crisi.

Teheran potrebbe quindi provare a mantenere le tensioni fino a novembre, quando ci saranno le elezioni di metà mandato. L’obiettivo è quello di creare pressioni economiche a Trump attraverso un petrolio più caro. Per il Presidente USA quindi, potrebbe essere fondamentale cercare una via diplomatica per ridurre le tensioni.

Dal conflitto c’è poco da guadagnare per Trump: gli effetti negativi sono immediati ed eventuali successi arriveranno più tardi. La storia poi mostra come le midterm dipendono più dall’economia che dalla politica estera.

Fonti: ricerche Goldman Sachs e SEB

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