Petrolio: quali scenari dopo l'operazione USA in Iran?
Secondo lo scenario base di Bank of America, l’operazione militare di Stati Uniti ed Israele in Iran non dovrebbe durare molto. L’impatto sul petrolio potrebbe limitarsi ad un rialzo di 10-15 dollari al barile. Tuttavia, i rischi sono più alti rispetto al 2025. In particolare un aumento persistente delle quotazioni dell’oro nero esporrebbe l’economia ad uno shock stagflazionistico.

Sul fronte energetico, sono 3 i punti critici da monitorare: lo Stretto di Hormuz, la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche regionali e la stabilità della produzione e delle esportazioni petrolifere dell’Iran. Una chiusura prolungata dello Stretto potrebbe aggiungere ai prezzi del Brent dai 40 agli 80 dollari al barile. Attacchi mirati alle infrastrutture regionali o un collasso dell’output dell’Iran sommerebbero 10-50 dollari.
Per BofA non mancano gli scenari ribassisti per l’oro nero. In particolare, un’alterazione del regime sotto una nuova leadership iraniana (stile 2025) potrebbe riportare le quotazioni a 60-70 dollari.
Uno scenario in stile Venezuela avrebbe effetti ribassisti più importanti, con ribassi fino a 50-60 dollari al barile.

Ma cosa potrebbe succedere alle azioni? Storicamente, BofA evidenzia che gli eventi geopolitici con implicazioni limitate hanno offerto opportunità di acquisto. L’oscillazione negativa media va dal 5% al 10%, recuperata completamente entro in 3 mesi. Questa volta però i saldi di cassa degli istituzionali sono ai minimi da 5 anni, mentre la liquidità disponibile è limitata.
Fonte: ricerca Bank of America
Condividi su
Informazioni sull'autore
Ti è piaciuto l'articolo?
Non perderti neanche un contenuto, iscriviti subito alla newsletter gratuita di FreeFinance!
Iscriviti alla newsletter